Specchia di Cisternino

Villa Sopra i Sassi - Lo Specchia di Cisternino

Era il 26 febbraio del 1180 quando il papa Alessandro III con una bolla pontificia assegnava il Casale di Cisternino al Vescovo di Monopoli.

Da allora iniziava la secolare dominazione dei vescovi di Monopoli che si fregiarono anche del titolo di Baroni di Cisternino. Una sovranità sancita a tutti gli effetti dal palazzo del vescovo, costruito a ridosso della Torre grande, con il quale un tempo era anche comunicante.
Il palazzo fu costruito nel 1560 dal vescovo del periodo, F. O. Preconio. Un segno fortemente impresso sulla pietra come evidenzia lo stemma, anche se in realtà è molto deteriorato, collocato sulla chiave di volta dell’arcata di ingresso. Ma il segno più evidente è l’iscrizione epigrafica sulla trabeazione, che riporta testualmente la seguente frase: TUTELE VASSALORUM ECLESSIE F. OCTAVIANUS DE PRECONE A MESSAMA OR. M. C. EPS. MONOPOL. UTILIS BARO CISTERNINI 1560.

Questa specchia è quella posta più a Nord nell’antico territorio Messapico ed è stata edificata su uno dei siti più in alto del territorio di Cisternino: da questo punto di osservazione lo sguardo si spinge sino al Mare Adriatico ad Est e alla Valle d’Itria ad Ovest. Il manufatto dall’originaria forma a tronco di cono si presenta adesso come un cumulo informe di pietre.


Cenni storici

Le specchie sono costruzioni megalitiche del periodo messapico risalente all’VIII-VII sec. a.C. dislocate in posizione strategica e utilizzate come torri d’avvistamento e, probabilmente, anche per comunicare fra di loro. Circa tre secoli dopo le specchie intorno all’antica Kailìa (Ceglie Messapica) furono collegate da una cinta muraria facente parte di un complesso sistema difensivo (‘Paretone’) costituito da tre cerchi concentrici i cui resti sono ancora visibili in diversi punti.

Comune
Cisternino

Provincia
Brindisi